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giovedì 2 febbraio 2012

qualcosa per me

Ho un lavoro impegnativo. Ho numerosi impegni extra-lavorativi, in parte condivisi con il coniuge, in parte no. E ho due figli (e il coniuge, naturalmente!).
Purtroppo il dono delle 48 ore ancora non me l'hanno assegnato (nonostante reiterate richieste da parte della sottoscritta) e quindi le giornate sono piene ed intense.
Però...però quando mi è arrivata la brochure del corso me la sono guardata e riguardata, ne ho parlato con il coniuge, ci ho pensato..e mi sno iscritta. E' vero che questo corso non prescinde da una delle mie attività, ma lo faccio essenzialmente per me, perchè mi interessa, perchè mi piace..così ieri pomeriggio mi sono ritrovata insieme a una quarantina di signore ad ascoltare la prima lezione del corso di formazione politico-amministrativa per le elette a livello locale e a discutere e a confrontarsi su temi quali la condizione della donna, il ruolo della donna in politica e così via.
E' stato interessante, è stato piacevole, è stato un arricchimento personale oltre che formativo. E non vedo l'ora che arrivi il secondo appuntamento...

mercoledì 21 dicembre 2011

io voglio salire..incoraggiamoci!


Ieri ho letto questo, un articolo bello, profondo e interessante che mi ha fatto riflettere.
L'ho stampato e l'ho attaccato sulla bacheca qui in studio. Ho evidenziato alcune frasi, per me importanti:

L’Italia non cambierà, se non vogliamo che cambi. Se non ci convinciamo di essere attori, non spettatori.

 abbiamo davvero le risorse caratteriali per tirarci fuori da questa trincea, e batterci in un mondo difficile. La nostra capacità di invenzione e di reazione è indiscutibile. La nostra facilità di intuizione e adattamento è dimostrata quotidianamente da centinaia di migliaia di connazionali sparsi per il mondo. Perfino il reticolo sociale e familiare che ben conosciamo può aiutarci a costruire il futuro, dopo averci complicato il presente. Vorrei che presto, all’estero, scrivessero di noi: When the going gets tough, the Italians get going. Quando il gioco si fa duro, gli italiani cominciano a giocare.

 dove la politica, se non riesce a dare il buon esempio, almeno eviti di provocare disgusto. Un Paese così non è impossibile, ed è alla nostra portata. Basta rispettarci e incoraggiarci a vicenda, invece di compatirci e deprimerci.

 Siamo su un piano inclinato: o si sale o si scende. Voi, dove volete andare?

Io voglio salire, voglio fortemente credere che saremo in grado di salire,  voglio che davvero si cambi, voglio che i miei figli crescano in un Paese civile. 
Incoraggiamoci: tiriamo fuori il meglio di noi, utilizziamo questo momento per migliorarci come società e come Paese, giochiamo, giochiamo duro, non sprechiamo questa opportunità.


lunedì 24 ottobre 2011

indignata, arrabbiata

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9357
questo editoriale di Calabresi è puntuale, preciso, lucido.
definisce odioso, umiliante, irritante quello che sta succedendo, ma dice anche che il rispetto lo si conquista con la credibilità, non è un atto dovuto: questi politici che non lo capiscono (o forse non lo vogliono capire), che minimizzano ("la situazione è  sotto controllo"), che gridano allo scandalo (imbarazzanti alcune interviste e dichiarazioni). E ci umiliano, umiliano noi persone di buon senso, che ci diamo da fare per salvare questa nave che sta affondando. Si facciano da parte, per amore del nostro Paese, si facciano da parte perchè noi possiamo ricominciare. A testa alta e senza provare vergogna.